E’ stato appena pubblicato uno studio che ha analizzato un’ambra al cui interno i ricercatori hanno trovato fossili di sperma risalenti al Cretaceo, ovvero a ben 100 milioni di anni fa, rendendolo di fatto il campione più antichi di sperma mai rinvenuto al mondo.

Non parliamo di sperma di chissà quale animale preistorico, ma di minuscoli crostacei, gli Ostracoda, che hanno una grandezza variabile tra i 0,2 millimetri ed i 30 millimetri, e le cui cellule del loro sperma arrivano anche ad essere 4 volte superiori del loro corpo.

Come ha spiegato la geobiologa Renate Matzke-Karasz della Ludwig-Maximilians-Universitaet (LMU) in Munich, se paragonassimo questo sperma a quello di un umano con la stessa dimensione, si tratterebbe una lunghezza di oltre 7 metri, cosa ovviamente impossibile.

“La parte interessante della nostra storia è che ora possiamo dimostrare che l’uso di sperma gigante per la riproduzione è qualcosa che può durare [a lungo] nella storia della Terra. In precedenza, non eravamo sicuri se gli animali che sono passati all’uso di questi spermatozoi giganti ad un certo punto della loro storia erano destinati ad estinguersi molto rapidamente”.

Nel campione rinvenuto si possono osservare ben 39 Ostracoda. Quello minore misura 1 millimetro. Tra questi esemplari si può vedere come ci sia anche un esemplare femmina, che era nell’intento di inglobare questo sperma. Lo sperma sarebbe 1 terzo di tutta la lunghezza del corpo della femmina.

Interessante come queste creature, che esistono ancora ai giorni nostri, hanno una pompa per lo sperma e 2 peni, mentre invece le femmine hanno 2 vagine, quindi degno di un film dell’orrore.

Eppure queste non sono le cellule più lunghe ad essere state scoperte, dato che in passato si sono scoperte anche cellule relative a dei vermi di 50 milioni di anni fa, ma anche di alcune specie di mosca della frutta, la Drosophila bifurca, i cui fluidi arrivano a misurare oltre 5 centimetri, ben 20 volte la loro lunghezza.