Nel mondo del porno siamo abituati a vedere ed usufruire di materiale preventivamente registrato, come video o produzioni a tema dedicate per questo settore, ma esistono anche le webcam in diretta live.

L’industria porno, infatti, non si è fermata solo alla semplice registrazione di scene piccanti da distribuire in un secondo momento, ma anzi ha fatto un passo ulteriore e si è spinto nel mondo dello streaming, aprendo la strada a quelle che ormai chiamiamo webcam porno ed le cam model.

Non tutti sanno che una delle prime webcam dal contenuto erotico, risale al 1996 quando una studentessa americana, Jenny Ringley attivò la sua webcam nella stanza del dormitorio in cui si trovava e creò il portale JenniCam.

Ma è nel 1998 che abbiamo una vera svolta con AmandaCam, webcam porno molto simile a quella di Jenny ma con l’aggiunta di una funziona che sarebbe diventata standard in futuro, ossia una chat per poter interagire con gli spettatori.

Successivamente si capì ben presto che l’industria del porno poteva sfruttare questo canale sempre meglio e poco alla volta sono nate piattaforme che permettono a chiunque di avviare la propria webcam ed interfacciarsi con gli utenti: nacquero quindi i siti dedicati ai cammodel.

Il business che c’è alla base è molto semplice: un’azienda crea una piattaforma online che permette ai cam model di monetizzare mettendo in piedi il proprio show. I vari cammodel hanno quindi una vetrina sulla relativa piattaforma decidendo il tipo di ricompense per il proprio show.

L’utente finale compra dei crediti delle piattaforma che dovrà usare per pagare i vari show dei cammodel che a loro volta i cammodel potranno riconvertire nella propria valuta.

I numeri del settore

Tra le maggiori piattaforme che troviamo in questo settore sicuramente c’è LiveJasmin con oltre 9 milioni di utenti, a seguire troviamo Chaturbate (oltre 4 milioni di utenti), CAM4 (3,7 milioni di utenti) e MyFreeCams.com (2 milioni di utenti).

Inoltre i cammodel spesso sfruttano piattaforme per mandare lo show anche su altre piattaforme contemporaneamente e quindi raggiungere l’utente indipendentemente dalla piattaforma da cui trasmette. In questo caso la piattaforma che fa da host, che viene chiamata camming sites, trattiene una fee sull’utente.

Questo settore vale circa 2 miliardi di dollari l’anno che è poco meno della metà di quello del porno in generale che tocca i 5 miliardi annui, a dimostrazione di come il focus degli utenti si stia spostando ed evolvendosi con la tecnologia e non solo. I guadagni per i cammodel variano dai 100 dollari a settimana ai 12mila dollari al mese, in base a quanto un cammodel si dedica a questa attività.

Infine ricordiamo un caso celebre di tutta la storia dei cam model, ossia la vicenda risalente al 2014 quando la diciannovenne Kendra Sunderland sfruttò la biblioteca di dell’università dell’Oregon per trasmettere il proprio show, ma purtroppo qualcuno lo registrò e lo diffuse online, qui il video. Il video le costò anche una multa da 6250 dollari e ad un anno di carcere per atti osceni in luogo pubblico. Il carcere le fu evitato grazie al pagamento di una cauzione da 1000 dollari, ma questo episodio ha lanciato la sua carriera nel mondo del porno e non solo.

Le webcam porno e la blockchain

Infatti, potrebbe essere dietro l’angolo l’utilizzo della blockchain e di token basati su essa per mettere in collegamento l’utente ed il cam model e togliendo un payment processor che registra i nostri dati, pensiamo al caso del nostro token PVY che è anonimo e può essere integrato in queste piattaforme avendo una serie di vantaggi per tutte le parti in quanto non ha costi di gestione e si può comprare e vendere in qualsiasi momento senza passare da una piattaforma che richiede i nostri dati e le nostre carte di credito.